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13 feb 2012

Il Principe, la Chiocciola e la Strega - Recensione di Anna Valmen

Che bella storia! Che bella Fiaba! Divertente, raccontata con garbo e ottima grammatica, il lessico semplice e comprensibile ai bambini. Invoglia ad arrivare alla fine, senza annoiare, stupire per la cura dei nomi e caratteri dei personaggi, la Strega Nera, la Chiocciola, il Principe, sono semplici e immediati. Favola moderna che si aggancia ai temi cari all’infanzia, il bene che scalza via il male, il buono che vince il cattivo. Non solo per i bambini, ma anche per quegli adulti che riescono ancora a sognare raccontanto le storie ai propri figli e nipoti. alla storia, sarebbe stato bello poterne avere qualcuno in più anche degli altri personaggi di contorno che fanno La grafica del testo è curata, i tre disegni sono consoni reggere bene la storia. Complimenti per la fantasia e la coerenza nel racconto. Il testo è breve e non stanca nella lettura, adattandosi ai gusti dei più piccoli che non si faranno spaventare dal numero delle pagine, ma che saranno incoraggiati a immergersi nell’avventura immediata e coinvolgente della storia. Adatto ad un’età prescolare e fino ai primi due anni della scuola elementare, sicuramente divertirà anche i genitori e i nonni volenterosi che amano leggere insieme ai bambini, da incoraggiare sempre a far volare le menti con la fantasia. Questo piccolo e prezioso testo ci riesce molto bene dall’inizio alla fine della storia. 


Link Recensionehttp://ilmiolibro.kataweb.it/reader_dettaglio_recensione.asp?id_recensione=1606
Grazie a Anna Valmenhttp://ilmiolibro.kataweb.it/community.asp?id=117829

20 dic 2011

Il principe, la chiocciola e la strega


Ero seduta sulle sponde di un fiume, ed il vento mi sussurrò questa storia...

Strega Nera era già da parecchie ore davanti allo specchio, che cercava di nascondere la cattiveria dei suoi occhi, quando il corvo dalla sua camera da letto cominciò a gracchiare: «Sei in ritardo, sei in ritardo». Si guardò nello specchio e si fece una smorfia: quella sera era talmente stanca che qualche ricciolo le cadeva fuori posto. Sua mamma glielo diceva sempre che ogni ricciolo era una piccola cattiveria e lei proprio quella sera non voleva che neanche un briciolo ne trapelasse per sbaglio: ci teneva a quel colloquio di lavoro! Era stufa di passare il suo tempo a preparare pozioni velenose per tutto il paese, dal Sindaco all’ultimo cittadino. Chi ne cercava per motivi di lavoro, chi per motivi di gelosia: insomma, tutto il santo giorno a girare il cucchiaio tra code di rospo, pelli di serpente, pelliccia di ratto appena sgusciato dal bosco, erbe malefiche ed il suo tocco personale: una goccia del suo sangue spillata a mezzanotte in punto in una notte di luna piena mentre tre lupi ululano.

Eppure era stufa, voleva provare almeno una volta a fare qualcosa di buono: non foss’altro per convicersi che la strada di Strega Nera del Naviglio fosse davvero l’unica lungo la quale avrebbe potuto distinguersi. E chissà, magari un giorno sarebbe arrivata anche al Gran Sinodo delle Streghe del Nord, visto che la sua fama si era diffusa ben oltre le sponde del melmoso fiume.

Si guardò un’ultima volta allo specchio, si spostò le lumache a contatto perchè apparisse un bel bianco innocente invece del viola dei suoi occhi, si aggiustò l’ultimo ricciolo ribelle e si passò velocemente un lucido sulle labbra, per farle sembrare meno rosse. Era a posto. Infilò il mantello e uscì. Prese la sua scopa e si innalzò nel cielo stellato di quella fredda notte d’inverno, per ripiegare appena una manciata di passi più in giù a ovest: non poteva arrivare al colloquio sulla scopa, si sarebbe scoperta! Rimpicciolì la scopa, la infilò nella sua borsetta falsa di Lupo Moutton e si incamminò a piedi verso la Confraternita del Mutuo Soccorso: c’era un posto da Curatrice di Piccioni Viaggiatori pronto per lei, se fosse stata brava e avesse superato, dopo il periodo di Prima Esperienza, anche la Grande Prova Finale.