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1 apr 2013

All'ombra delle fanciulle in fiore - Marcel Proust - Noms de Pays: Le nom


«Il piacere specifico del viaggio non consiste nel poter scendere durante il tragitto e nel fermarsi quando si è stanchi; sta nel rendere la differenza tra la partenza e l’arrivo non già la più inavvertita, ma la più profonda possibile, nel farla sentire nella sua totalità, intatta, qual era in noi quando la nostra immaginazione ci portava dal luogo dove si viveva fin nel cuore d’un luogo desiderato, in un balzo che ci sembrava miracoloso più che per il fatto di valicare una distanza per quello di unire due individualità distinte della terra, di condurci da un nome a un altro nome.»

man_suitcase_road_by_birbarfilozofu.jpg
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Marcel Proust

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«L'intelligenza lascia scorrere la catena dei giorni passati, conservandone con forza solo l'ultimo capo, spesso di un metallo totalmente diverso dagli anelli scomparsi nella notte, e nel nostro viaggio attraverso la vita, non considera come reale che il paese in cui ci troviamo attualmente»

M.Proust, All'ombra delle fanciulle in fiore
 
 

28 feb 2013

All'ombra delle fanciulle in fiore - Marcel Proust: Autour de Madame Swann

All'ombra delle fanciulle in fiore - Autour de Madame Swann
Marcel Proust

PPC=Pour prendre congé
A volte si è amati, oggetto di attenzioni indesiderate. Ne siamo infastiditi, non ci sentiamo colpevoli del dolore causato e tentiamo di giustificare la nostra presupposta innocenza, ci inventiamo di non aver causato  nè il dolore nè la sofferenza, non ci sentiamo responsabili di aver in qualche modo alimentato i desideri di chi ci ama e cerchiamo di sfuggire a quel fastidio, riportando l'amante di turno alla realtà evidente del nostro disprezzo e della nostra indifferenza.
Ma la ruota gira, sempre, nella vita, e ci ripaga della stessa moneta.
 
Così a nostra volta diventiamo amanti, creatori di illusioni dolorose. L'immagine del nostro amato che ci torna e ci fa soffrire non è l'immagine reale della persona che abbiamo di fronte, bensì la proiezione dei desideri e delle speranze nutrite verso l’essere desiderato. Viviamo in un mondo falsato dalle nostre emozioni. Perdiamo il contatto con la persona che è oggetto del nostro amore e quando la realtá, infine, si svela al nostro cuore, nella sua crudezza, l’amore lentamente volge alla fine, avvolto da una finta indifferenza, simulata per colpire quell’essere indegno del nostro amore. E quando l’indifferenza diventa alla fine reale e ci spinge a volgere le nostre attenzioni altrove, può capitare che quella che un tempo avremmo definito come “felicità” e nostra aspirazione assoluta, arriva, ma troppo tardi, perchè oramai non ci interessa più.

Un amore che finisce è capitato a tutti. Abbiamo sofferto, il nostro cuore si è straziato. Abbiamo pensato di morirne. Ma prima o poi, è successo, ed abbiamo cessato di desiderare.
 Marcel Proust percorre un'analisi lucida, terribilmente razionale eppure di un lirismo ineccepibile, della fine del suo amore per Gilberte, ardentemente desiderato e mai corrisposto. Tutti possiamo ritrovarci, in queste pagine, perchè tutti prima o poi abbiamo sofferto, in tutte le sfumatore possibile, quel sentimento inequivocabilmente doloroso, che ci rende sperduti e ci toglie la gioia della vita.

 È Proust, potevamo aspettarci di meno?
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