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11 feb 2012

Una stanza per sé - Virginia Woolf




Nell'ottobre del 1928 Virginia Woolf fu invitata a tenere due conferenze sul tema Le donne e il romanzo. È l'occasione per elaborare in maniera sistematica le sue molte riflessioni su universo femminile e creatività letteraria. Risultato è questo straordinario saggio, vero e proprio manifesto sulla condizione femminile dalle origini ai giorni nostri, che ripercorre il rapporto donna-scrittura dal punto di vista di una secolare esclusione attraverso la doppia lente del rigore storico e della passione per la letteratura.

Protagonista assoluta di questo saggio è la ricerca. Ce lo dice la stessa Virginia Woolf nella prima delle due conferenze tenute presso la Arts Society di Newnham e la Odata di Girton nell’ottobre del 1928 (i due scritti, riveduti e ampliati, hanno dato vita al libro) come sia difficile parlare delle donne e del romanzo, e questa riflessione dà il via ad una lunga ed esaustiva dissertazione sull’argomento. Sarebbe possibile "offrirvi alcune osservazioni su Fanny Burney, alcune altre su Jane Austen. (…) Ma quando mi sono messa a considerare l’argomento ho capito non sarei stata in grado di consegnarvi un nocciolo di verità". Si dipana così una lunga riflessione sul tema donne e creatività: la Woolf immagina di ripercorrere una giornata qualunque del prototipo di una scrittrice contemporanea. È solo un pretesto per poter ampliare il discorso e dare al lettore un vero e proprio spaccato della condizione della donna intellettuale del suo tempo, risultato di una esclusione continua delle donne dalla scena letteraria e artistica in generale.