Mi ha ricordato molto “Bianca
come il latte, rossa come il sangue” di Alessandro d’Avenia ed una
considerazione è spiccata, quella scritta proprio sulla quarta di copertina di
questo libro di Baricco: «Abbiamo tutti sedici, diciassette anni – ma senza
saperlo veramente, è l’unica età che possiamo immaginare: a stento sappiamo il
passato.»
Ho solo un aggettivo per
definirlo: “disperato”. Come la disperazione di chi vede sciogliersi in mano
qualcosa che pensava fosse duro come un diamante e che si ostina a credere di
essere immortale: «Sono stato educato a un’ostinata resistenza, che
considera la vita un obbligo nobile, da assolvere in dignità e pienezza. Mi
hanno dato forza e carattere, per questo, e l’eredità di ogni loro tristezza,
perchè ne facessi tesoro. Quindi mi è chiaro che non morirò mai – se non in
gesti passeggeri e in momenti dimenticabili. Né dubito che più tagliente di
qualsiasi paura si svelerà il mio andare. E così sarà.»
