Dream when the day is thru,
Dream and they might come true,
Things never are as bad as they
seem,
So dream, dream, dream.
Johnny
Mercer, Dream (canzonetta Americana degli anni Quaranta)
Il raro
verificarsi del previsto…
William Carlos Williams, Al Kenneth Burke’s Place, 1946
Recensione di Francesca Mazzucato
E' la storia dello Svedese, Seymour Levov, ebreo, sportivo
eccellente, ottimo imprenditore, tutto intriso del sogno americano, desideroso
di farne parte, smussando gli angoli, eliminando ogni distonia, rifuggendo
dalle sbavature, rispettoso, marito e padre felice. E' la storia dello Svedese
ma anche di tanti ebrei americani, e non solo ebrei, che hanno condiviso e
creduto in quel sogno, che è stato anche il sogno di una vita carica di
possibilità, priva di incertezze, di cadute, o costellata di quei piccoli
errori ai quali è sempre possibile porre rimedio. Un sogno che, nel caso di
Seymour Levov viene letteralmente "frantumato" da una bomba, da altre
bombe. Una bomba reale, che la figlia amatissima (forse troppo amata) Merry,
una volta adolescente, utilizza per far saltare un emporio e un ufficio postale,
incollerita, devastata dalla Storia che non è, non lo è mai, solo ordine,
prosperità, qualcosa di preciso e nitido, che si può governare, che scivola
senza incrinature. Merry sarà la colossale distonia nella vita dello Svedese. E
Roth ci racconta quest'epica che si allarga, che pagina dopo pagina diventa ora
narrazione pura , ora inarrestabile flusso di coscienza, ora parodia
incredibile (feroce ed esilarante la riunione degli ex compagni di scuola ormai
vecchi), ora trattato filosofico, ora amara riflessione sulla vita, e ancora
dramma, elegia, grottesco.
