La gente si chiedeva sempre chi fosse, quando lo incontrava
per strada. Non era buffo, sembrava solo un po’ folle: si fermava sotto i
lampioni, e passava ore ad ammirare l’alone della luce intorno al vetro
offuscato. Rimaneva fermo, con il naso all’insù, quasi guardasse le stelle. Ed
invece, ad un occhio attento non sfuggiva il fatto che il suo sguardo si
fermava prima, ancora sulla terra, ad ammirare il frutto del suo lavoro.
Vendeva lampioni, ma lui, da tempo, credeva solo nell’essenza
del suo mestiere. Diceva che non era il lampione in sé che vendeva, ma la luce.
E con il tempo era andato oltre quell’idea, alla radice del problema che quella
luce risolveva. E così, a chi gli chiedeva che mestiere facesse, lui rispondeva
orgoglioso: “Io illumino il buio”.