Una Venezia estiva ammorbata da una peste
incombente ospita l'inquieto Gustav Aschenbach, famoso scrittore tedesco che ha
costruito vita e opera sulla più ostinata fedeltà ai canoni classici dell'etica
e dell'estetica. Un sottile impulso lo scuote nel momento in cui compare sulla
spiaggia del Lido la spietata bellezza di Tadzio, un ragazzo polacco. Un unico
gioco di sguardi, la vergogna della propria decrepitezza, la scelta di
imbellettarsi per nasconderla, sono i passi che scandiscono la vicenda.
Opinione
inserita da enricocaramuscio 12 Mag,
2013
Amore
e morte
Anno 19.. Monaco di Baviera. Il famoso ed
apprezzato scrittore tedesco Gustav Von Aschendbach, solitamente repellente
all'idea di allontanarsi dalla sua città, viene preso da un'inspiegabile ed
incontenibile impulso a partire. Decide allora di trascorrere un periodo di
vacanza al mare, e nessuna destinazione appare più azzeccata della bellissima
Venezia. Si avventura perciò in un viaggio che risulterà senza ritorno, in cui
al degrado fisico si accompagnerà quello morale, frutto di una ossessiva quanto
insospettabile attrazione platonica per un ragazzino polacco. Amore e morte
convivono e combattono dalla prima all'ultima pagina di questo breve romanzo di
Mann, la cui semplicità della trama contrasta con la complessità delle
riflessioni concernenti il tema di fondo dell'opera: la ricerca della bellezza.
Una ricerca che non conosce prevedibilità né limiti riguardanti età,
convenzioni sociali, convenienze, questioni morali, che sprona l'uomo ad ambire
ad un continuo miglioramento di se stesso, ma che, se portata all'estremo, può
sfociare in insana morbosità e culminare nella morte dello spirito.