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18 apr 2012

Oblivion


Murder_by_XPeaceXLoveXRawrX.jpg
www.deviantart.com

Capitolo 1


Caterina guardava avanti a sè, fisso nel vuoto, verso la parete verdina della sala d'attesa dell'ospedale. Studiava il muro nelle sue imperfezioni, le piccole croste di pittura scivolate via da qualche parte e ramazzate lontano dal punto in cui erano cadute, l'intonaco che spuntava di qui e di là, i buchi che rivelavano il punto dove una volta erano attaccati cartelli e avvisi, strisce nere che immaginava essere l’impronta di barelle sbadatamente trascinate nel corridoio e sbattute contro il muro.

La testa le girava come una trottola. Non riusciva a recuperare un punto di coscienza, vicino nel tempo, al quale potersi aggrappare per ricordare. Le era rimasto nelle orecchie il trillo insistente del cellulare mentre era sotto la doccia, che si interrompeva per qualche secondo quando cadeva la comunicazione, per poi riprendere più acuto e rimbombante dopo che aveva smesso. Si era vista nello specchio del bagno appena uscita dalla doccia: un volto trasfigurato e quasi sconosciuto, un corpo secco e nudo che si catapultava verso la mensola per afferrare quell'oggetto infernale per i suoi timpani, mentre cercava di reggere un equilibrio reso instabile da tutto l’alcool che aveva in corpo. Si era sentita ripetere ad alta voce le parole del suo interlocutore, che la invitava ripetutamente e con voce sempre più alterata per la sua mancata comprensione, a recarsi il prima possibile in ospedale, perchè era successo qualcosa a sua figlia.

Anita, piccola Anita. L'ultima immagine di lei che aveva in mente era mentre saliva sul suo Land Rover con il tutú bianco ed i capelli raccolti sulla testa da un filo di finte perle bianche. Le scendevano un po’ scompigliati ai lati e sulla fronte, perchè aveva fatto tutto di fretta e da sola, visto che quella che giocava a farle da madre non era stata in grado di aiutarla ed erano, come al solito, in ritardo.