Archivio Blog

Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta Che tu sia per me il coltello [David Grossman]. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Che tu sia per me il coltello [David Grossman]. Mostra tutti i post

13 apr 2014


animal-children-photography-elena-shumilova-21.jpg
deviantart.com
 
 
6 giugno

Non ho avuto nemmeno il tempo di esitare, perché ho visto il mio nome in fondo al tuo sorriso e mi sono tuffato.
Al diavolo le leggi della natura e della società, che impongono a un’anima di accontentarsi della propria esistenza, racchiusa nella propria pelle. O sepolta nel proprio pozzo.
Cosa valgo se non ti scrivo una lettera?
Dentro di me esisti in un modo che mi atterrisce.

David Grossman, Che tu sia per me il coltello

28 mag 2013

Che tu sia per me il coltello (Yair) - David Grossman

5 luglio
Quando l’aereo è decollato, ho provato una fitta inaspettata e ho scoperto che tra me e te c’è un cordone ombelicale che fa male quando viene teso.

 
airplane crossing the moon.jpg
National Geographic

23 mag 2013

Che tu sia per me il coltello (Myriam) - David Grossman

Magritte "Notrepro"
Uno sconosciuto ha visto in me qualcosa che lo ha tanto colpito da spingerlo ad affidarmi la sua anima
Tu sai che la somiglianza tra noi è anche in ciò che definisci “torbidi meandri dell’anima”. E’ lì, con un’intensità che ancora non conoscevo, potrai forse capire perché voglio avvicinarmi a chi mi rimanda l’eco delle cose che meno amo di me stessa. Vorrei conoscere i rivoli in cui scorrono i tuoi sentimenti e i tuoi istinti. Quelli visibili e quelli nascosti. Quelli irruenti e quelli tortuosi. Perché la sorgente da cui sgorgano è ai miei occhi un luogo primordiale, una sorgente viva e preziosa alla quale io anelo.
All’improvviso si riaccende in me il desiderio irrefrenabile di assecondare il tuo gioco, di incontrarti solo a parole, come proponi. Di lasciarmi andare sulla pagina, di sciogliermi nelle tue fantasie per vedere fin dove sei capace di trascinarmi.

Che tu sia per me il coltello (Yair) - David Grossman


17  settembre

misgiving_s_by_gimmickz-d5e30xp.jpg
www.deviantart.com
C’è un punto che sogno di baciare: la conca sulla spalla, vicino al collo. Voglio sentirne il calore, la pelle morbida come velluto e l’arteria pulsante – la pulsazione silenziosa e incessante della vita che palpita in te. Vieni, accucciati sotto la mia ala,  non dire nulla ma ammetti in cuor tuo che è possibile immaginare il matrimonio anche così: due individui che si osservano, uno di fronte all’altro, in un rito prolungato, lentissimo – il rito dell’esecuzione di una persona amata.

Hell_by_azrael_darkchyld.jpg
www.deviantart.com
17  settembre

Chi può resistere alla tentazione di sbirciare nell’inferno di un altro?

3 ottobre e giorni seguenti

Di volta in volta ti crei in me. Non siamo vivi, ricordi? Ma è vivo tutto ciò che hai scritto. La tua vita è la mia. Il tuo viso. Lo disegno nella mente, ne ripasso ogni linea. Ti vesto, ti spoglio, adagio, un capo dopo l’altro. Parlo a me stesso con il tuo timbro, la tua voce scritta, e una punta di tristezza nel fondo.

Non smettere. Non smettere di essere.

17 mag 2013

Che tu sia per me il coltello (Yair) - David Grossman


16 agosto
Sappi solo che io sono il miglior padre del mondo, davvero. Ancora oggi mi occupo di lui con devozione materna: lo nutro, lo vesto, lo pulisco, e persino in questo momento mi vengono le lacrime agli occhi pensando a quanto bene gli voglio, a quanto sia bello e a come io lo distruggo in continuazione.
Una volta potevo indovinare quasi ogni suo pensiero e avevamo il nostro lessico privato. Naturalmente usavamo le loro parole, ma erano nostre, perché le avevo scelte per lui dentro di me. Quasi tutte le parole che ha imparato fino a tre anni gliele ho insegnate io. Gli dicevo: “Ecco un uccello. Ripeti: uccello”. E lui mi guardava affascinato, dicendo: “uccello”. Solo dopo averla ripetuta la parola diventava sua. Come se io l’avessi masticata e gliela avessi messa in bocca. Mi sentivo come se gli stessi porgendo i primi mattoncini Lego per costruire il suo mondo, e così facendo penetravo ulteriormente in lui, gli lasciavo un’impronta, esistevo in lui come, forse, non esisto in nessun altro luogo della terra. Capisci? Improvvisamente avevo affondato le radici.
hold_me_papa_____by_bluebag.jpg
www.deviantart.com
Cosa non ho fatto per esistere dentro di lui! Stavo chino sul suo letto quando dormiva, gli passavo una mano sul viso e gli disegnavo i sogni con le dita. Gli sussurravo parole allegre nell’orecchio perché giungessero fino alla fabbrica dei sogni e, all’occorrenza, li rendessero più dorati. Avrei fatto qualunque cosa per divertirlo. E lui rideva con me...


Che tu sia per me il coltello (Yair) - David Grossman

6 giugno
Non ho avuto nemmeno il tempo di esitare, perché ho visto il mio nome in fondo al tuo sorriso e mi sono tuffato.


when a smile comes by loganx78.jpg
www.deviantart.com

Al diavolo le leggi della natura e della società, che impongono a un’anima di accontentarsi della propria esistenza, racchiusa nella propria pelle. O sepolta nel proprio pozzo.
Cosa valgo se non ti scrivo una lettera?
Dentro di me esisti in un modo che mi atterrisce.
 
7 giugno


 8 by emilka1258.jpg
www.deviantart.com
Ho visto come fuggivi senza muoverti dal tuo posto, sfruttando quella momentanea distrazione per sparire. Ho anche visto dove sparivi. Qualcosa nei tuoi occhi si è aperto e chiuso, una porta segreta ha sbattuto e d’un tratto solo il tuo corpo era presente, triste e abbandonato. Tenevi la testa un po’ china e ti stringevi nelle braccia, come se stessi cullando te stessa-bambina, te stessa-neonata. Sulla fronte ti si sono disegnate delle rughe stupende, come quelle di una bambina intenta ad ascoltare una storia lunga, complicata e triste. Sì, il tuo viso si è staccato da se stesso e ha cominciato a librarsi nell’aria. Senza capire, ho sentito il mio cuore balzare verso di te. Evidentemente c’era una breccia lì, dove mi manca una costola. Tutto si è confuso, e anch’io.
 
11 giugno
Perché rinunciare a qualcosa? Perché rinunciare a tutto? Voglio tutto con te, perché solo con te posso volere tutto.
Fist_Fight_by_Bomez.jpg
www.deviantart.com
La “realtà” è, in fin dei conti, solo una coincidenza momentanea su un globo enorme, brulicante di possibilità che non si realizzeranno mai. Ognuna di loro potrebbe raccontarci una storia completamente diversa di noi, interpretarci in modo differente.
Perché accontentarsi di poco? Per tutta la vita ci accontentiamo, e con te voglio toccare tutto con gesti ampi e generosi, come se questa fosse l’ultima volta che tocco in vita mia. E come fai tu a fermarti nel momento in cui hai cominciato a svelare qualcosa di profondo?
Spiegami, Myriam, cos’è questa guerra che a volte devi combattere per finire una giornata con la ferma volontà di alzarti il giorno dopo? Di cosa parli esattamente? E da dove deriva questa sensazione, assurda e folle, che a te sia vietato creare qualcosa di nuovo nel mondo?
Basta, basta stringere i pugni.
14 giugno
Bum!
the fruit of passion by zinnia-aster.jpg
www.deviantart.com
Allora adesso tocca a me?
Dopo aver fatto l’amore, dormiremo abbracciati. La tua schiena contro il mio ventre. E io stringerò le dita dei piedi intorno alle tue caviglie, come delle mollette, perché tu non possa volar via la notte. Saremo come un’immagine su un libro di scienze: un frutto tagliato a metà, tu la buccia e io il torsolo.
Yair
 
21 giugno

Last_tango_for_Astor_by_Smygol.jpg
www.deviantart.com

Un giorno ballerò per te. Anche se ci sarà altra gente intorno. Non m’importa. Ti guarderò negli occhi e ballerò solo per te. Ma nel frattempo bisogna scrivere, no?
 
 
 
7 luglio

Nectar by TwiggyTeeluck.jpg
www.deviantart.com

Ci arrenderemo, ti è chiaro, vero? Quando nel cuore si sarà accumulata una dolcezza triste, pastosa, pesante, nettare d’autunno. So solo che ora ti desidero disperatamente. Ma sono anche sicuro che ci è proibito persino osare di porre un piede nella realtà. Tutto si scioglierebbe, perderebbe vigore, ricadrebbe nei soliti cliché. I mille fili sottili e trasparenti con cui abbiamo ricamato noi stessi – di colpo quest’astratta bellezza si materializzerebbe nella carne e andrebbe perduta in un istante. Credimi, so quello che dico e ripeto: esisteremmo solo per noi, anche se pensi che non abbiamo niente da nascondere.
 
 
 
11-12 luglio
Io sono una tigre che impazzisce nell’impossibilità di divorarti.
tiger_by_lordmeltdown-d154zxf.jpg
www.deviantart.com
 
drops_ii_by_x_xspitfirex_x-d5eiu0j.jpg
www.deviantart.com
24 luglio
Chiudo gli occhi e vedo una donna intenta a scrivere. Ma le sue labbra cominciano a tremare. Scrive qualcosa e cancella con violenza. Mentre scrive queste parole sgorgano le lacrime e bagnano il foglio. Ma tu sei sempre così? E come hai potuto trattenerti fino a oggi? Vedo solo una donna che dopo avere scritto una notte intera, posa la fronte sulla mia esausta. Una spossatezza di anni, probabilmente, e guardandomi negli occhi dice che ho toccato il punto esatto in cui lei è muta. Anch’io tacerò adesso. Buonanotte.
 
 
 
 
 
25 luglio
nostalgy_by_mafista-d50gi3e.jpg
www.deviantart.com
Non ho dubbi che se ci fossimo incontrati di persona, non saremmo riusciti a conoscerci nel modo in cui ci conosciamo. Ma allora non avrei conosciuto la tristezza che già da qualche giorno mi tengo stretta (con una sorta di incredibile nostalgia). E non solo la tristezza. Tutto quello che è legato a te, ogni sentimento che susciti in me e che mi rimane aggrappato giorno e notte, senza stancarsi. Mi preme addosso il viso e il seno. Perà mi commuove il pensiero di esserti vicino in questo momento. Perché mi sembra che da tempo, da molto tempo, non sia successa a qualcuno una cosa tanto bella mentre io sono nei paraggi.
 
 
2 agosto
Ho provato una fitta di dolore e di delusione, proprio così, quando ho capito che dentro di te esiste anche la capacità di fingere.
black_and_white_by_imaginationphotos-d5mx2hn.jpg
www.deviantart.com
Capisci? La sorprendente disinvoltura con cui ti destreggi tra realtà e invenzione. A ripensarci, mi fa effetto scoprire che sei capace di immaginare qualcosa con tanta forza di autoconvincimento (che è fatta del materiale di cui sono fatte le menzogne). Ma non mi sento ingannato (è assudo che tu mi abbia chiesto scusa). Non hai fatto niente di proibito, al contrario. Era la storia che volevi raccontarmi in quel momento, e probabilmente volevi anche crederci, vederla scritta, vederla viva nelle parole. Magari ti piaceva l’idea che esistesse anche nei miei pensieri, che a modo suo fosse presente in questo mondo. E io ci ho creduto, perché è il primo articolo della nostra costituzione.
A volte provochi in me dolori simili a quelli che si provano durante la crescita – nelle articolazioni dell’anima, però. E’ una sensazione strana. In ogni tua lettera imparo su di te qualcosa di nuovo e inatteso, ma mi separo anche da qualcos’altro che pensavo e immaginavo di te. Certi giorni sento che sono ancora molto lontano dal conoscerti come vorrei.
11 agosto
A_letter____by_FaLLingStAr14.jpg
www.deviantart.com
Ieri, mentre scrivevo, ho di nuovo pensato quanto sono strane le lettere. Quando tu ricevi una mia lettera io sono già altrove. Quando io ne leggo una tua, mi trovo di fatto in un momento passato. Sono con te in un tempo in cui ormai non sei più. Il risultato è che ognuno di noi vive in momenti da cui l’altro è già uscito... Cosa ne pensi? Forse è questa l’origine della tristezza che quasi ogni tua lettera suscita in me, indipendentemente dal suo contenuto. La vita scorre. 
 
 
 
20 agosto
Vuoi incontrarmi “nella mia interezza”? Un incontro come si deve? Senza decidere in anticipo cosa accadrà? Senza scartare a priori alcuna possibilità? “Nella mia interezza” vuol dire anima e corpo?
“Non ce la faccio più così – la lontananza da te, questa astrazione – perché non riesco a contenere tutto quello che sta succedendo: ho veramente bisogno di un contatto diretto. Di un contatto diretto con te. Basta, vieni con il tuo corpo, nella tua interezza, nella tua concretezza, completa o parziale, divisa o moltiplicata. Ma vieni a braccia aperte”.
Voglio che questa felicità fluisca e voglio farmi trasportare da lei. Non mimporta che alle mie spalle i cani digrignino i denti e che sulle recinzioni di filo spinato appaia la scritta “famiglia rende liberi”. Senti, forse, nonostante tutto, tenterò la fuga. Non so se ci riuscirò, ma questa volta ho un aiuto dall’esterno. Qualcuno mi aspetta dalla parte illuminata. Ecco i tuoi regali, non ho paura di nulla, sono disposto a gridare con tutte le mie forze che lo voglio, è possibile, io e te ci verremo incontro e ci troveremo a metà strada, è una cosa meravigliosa che può anche succedere.
23 agosto
Forse hai ragione tu nel sostenere che un incontro a “metà strada”, come ho proposto, non basta più, che il vero incontro avverrà solo se ciascuno di noi compirà tutto il cammino verso l’altro. Come vorrei poterlo dire con convinzione. Lo vorrei più di ogni altra cosa, ma credo di non aver mai percorso un tragitto così lungo.
Adagio, adagio, va bene?

15 mag 2013

Che tu sia per me il coltello (Yair) - David Grossman

20 maggio

Mi diverte il tuo modo di non rispondere subito alle domande dirette. Ormai so che dopo un paio di lettere avrò una risposta, magari anche indiretta, e che, se non l'avrò è perché questo è il tuo modo di dare ritmo e direzione alla nostra corrispondenza, impedendomi di assumermene il controllo.
 

 
Picnic_Table_Tug_Of_War_by_NigNag.jpg
www.deviantart.com

25 maggio

Davvero hai questa impressione? Che io sia arrivato improvvisamente, di corsa, ti abbia ficcato in mano l'estremità di una fune e abbia detto: reggila?
C'è un solo piccolo errore: dici che non sei sicura di come sia riuscito a convincerti, o perlomeno a far nascere dentro di te il dubbio che, se mollerai quella fune, io cadrò. Ma non è la fune, Myriam: è a malapena uno spago, una ragnatela di parole (se mollerai, io cadrò).
Black_Night_Coffee_by_raiMorrison.jpg
www.deviantart.com
 
 

25 maggio

Che strano, ti scrivo improvvisamente come se già da vent'anni mi fossi abituata a stare in cucina, di notte, a chiacchierare con te.
 

  


The_Kiss_by_Justanothernobody.jpg
www.deviantart.com
5 giugno

Chi sei? Non so, vorrei essere chiunque il tuo sguardo vede in me. Sì, se solo non avrai paura di vedere - forse sarò. Con delicatezza ho tenuto il tuo viso tra le mani. Ho sentito fra le mani il tuo viso caldo e ho pensato che quasi tutti i volti che incontro ogni giorno hanno espressioni che ricordano sempre un po' quelle degli altri; ma il tuo viso... Allora ti ho stretta a me e per la prima volta ho baciato la tua bocca affamata e assetata. Ho posato le mie labbra esattamente sulle tue, anima contro anima, e la tua bocca era morbida e calda.
 
 5 giugno

Behind_a_Smile_by_donia.jpg
www.deviantart.com

Anche adesso, mentre scrivo, la mia anima si strugge quando ridi, quando tremi, quando ti stringi a me, perché, come nessuna delle donne che mi hanno abbracciato, so che tu ti stringerai a me completamente, nella tua interezza, perché sei viva.


14 mag 2013

Che tu sia per me il coltello (Yair) - David Grossman

16 aprile


Sentivo che stavo finalmente facendo lo sbaglio giusto.

El_Distributor_by_JeanFrancois.jpg

Già sento il gelo dell’errore – un altro errore da buffone, così di certo ti sembrerà. Quest’uomo getta in aria tutto quello che ha e, naturalmente, tutto ricade a terra intorno a lui. Non fa niente, la gente ama i buffoni, così mi hanno insegnato un paio dei miei grandi maestri. [...] Ma con te non mi comporto in modo logico: solo in modo follemente logico. E non voglio nemmeno aspettare, perché il tempo con te è diverso. E’ circolare, e ogni momento si trova esattamente alla stessa distanza dal centro. Non mi scuso neppure se ti ho messo in imbarazzo. La nostra non è una conversazione da salotto. Con te, ritrarsi è un delitto.
 

16-17 aprile


iStock_000018867660Small.jpg (net)

Sai invece quando ho provato una stretta al cuore? Quando hai descritto te stessa per eliminare qualsiasi dubbio e, chissà perché ti sei riassunta in una sola frase, oltretutto tra parentesi (“piuttosto alta, capelli lunghi, ricci e ribelli, occhiali”).
Se è davvero così che ti senti, se ti senti tra parentesi, permettimi allora di infilarmici dentro, e che tutto il mondo ne rimanga fuori, che sia solo l’esponente al di fuori della parentesi e ci moltiplichi al suo interno.
 
 
 
 
 
 
 

21 aprile

mouth_m_by_klamkazapadla-d31tt3q.jpg
Hai una bocca affamata, Myriam – dimmi se qualcuno te l’ha già detto e troverò subito un’altra parola. Non sono disposto ad infangarmi nelle parole degli altri.

Il tuo viso era senza veli, in quel momento, non avevo mai visto un adulto così nudo sotto la pelle. Si vedeva come ogni emozione ti si rispecchi subito sul volto. Era evidente fino a che punto sei incapace di nascondere, e quanto tutto ciò sia pericoloso. Ma dov’eri quando la vita ce lo ha insegnato?
 

22 aprile

Credo che all’improvviso tu l’abbia capito: se smetti di scrivermi, solo perché ci sono momenti in cui io ti faccio impazzire, non te lo perdonerai per tutta la vita.
 

living_in_a_world_of_fantasy_by_anokaxlegolas-d3d2ii6.png

Vedi, Myriam, continuo a rileggere la tua lettera. Forse non oso capire fino in fondo ma mi sembra che ci sia scritto, con la tua minuscola scrittura, che di sicuro, se tu mi voltassi le spalle prima di avermi veramente incontrato, sentiresti di aver rinnegato il tuo vero io.
 
E io so, non c’era bisogno di spiegarlo, che questo tuo “vero io” non ha nulla a che vedere con me, è qualcosa di completamente tuo, e forse addirittura, come hai detto, la “Cosa” più importante per te. Ma io leggo anche quello che hai aggiunto sotto con una grafia strana: a volte provi un brivido scoprendo come un estraneo riesca a notare, con un solo sguardo, questa “Cosa” e, senza conoscerti, chiamarla per nome.
 

28 aprile


Longing_for_the_Voice_by_Dr4kon.jpg

Non ti telefonerò, per un motivo di “sicurezza nei contatti” (qualcuno potrebbe essere in casa e sentire) ma soprattutto perché anche la voce potrebbe essere troppo reale per l’illusione che voglio creare fra noi, fatta solo di parole scritte. La voce potrebbe trafiggere quest’illusione e a quel punto vi finirebbe dentro la realtà con i suoi dettagli, i numeri, le sue molecole piccole e sudate. La realtà ci incatenerebbe. In un attimo tutta questa accozzaglia irromperebbe come un’ondata gigantesca, spegnendo ogni fiammella. Perché non vuoi capire?
 
 
 

7 maggio

Finalmente.
Ero già disperato, mi ero quasi dato per vinto.

Hand_by_karloskartingbacke.jpg

Peccato solo che abbiamo sprecato più di un mese – no, hai ragione tu, non l’abbiamo “sprecato”. Non dobbiamo rinunciare a niente, né pentirci. Ora (un po’ in ritardo, naturalmente) inorridisco per il mio egocentrismo: non mi ha nemmeno sfiorato il pensiero di tutto quello a cui devi rinunciare per avvicinarti a me e avere fiducia in me alle condizioni che ti pongo. Ero così entusiasta di te che ero certo di poter fondere tutto: la logica, le circostanze della vita, perfino le nostre personalità... E’ davvero sorprendente, Myriam, solo ora mi rendo conto di quanto sia sorprendente la tua decisione (una decisione perentoria, ti immagino con le labbra e il mento in fuori!) di gettare le motivazioni logiche nel pozzo più profondo di Beit-Zeit e di porre la tua anima nel palmo della mia mano.
La mia mano che non conosci, e che ora trema un poco per la responsabilità che si è assunta.
 

7 maggio

Mi verrebbe da chiederti che bisogno hai di mequando hai qualcuno con cui parlare, di qualunque umore tu sia, uno che ti sta sempre vicino quando cadi nel tuo pozzo di Giuseppe, abbandonata da tutti.

well_done_by_kaltenbrunner-d5qm4rv.jpg

Credi che un giorno potrai raccontare anche a me cosa si prova a stare lì?
E chi ti getta giù con tanta facilità? (Ancora e ancora e ancora). E chi ti nega una mano per farti uscire?
E cosa ti succede nei giorni “maledetti”(hai usato intenzionalmente questa parola?) in cui ti senti come il pozzo dopo che anche Giuseppe l’ha lasciato?
Strano, vero? Non so proprio a cosa tu ti riferisca, forse chiamiamo “Giuseppe” e “pozzo” cose completamente diverse. Ciononostante, a volte, ripeto ad alta voce una tua frase o solo una sequenza di parole, e sento sfilacciarsi una cucitura interna, l’imbastitura dell’anima.
Scrivi, racconta, ogni giorno sprecato è un delitto.
 
Foto: www.deviantart.com (ad eccezione di quella indicata "net")

11 mag 2013

Che tu sia per me il coltello (Yair) - David Grossman

A Myriam, 3 Aprile
 
 
Tu non mi conosci e, quando ti scrivo, sembra anche a me di non conoscermi. A dire il vero, ho cercato di non scrivere, sono già due giorni che ci provo, ma adesso mi sono arreso.

Ti ho vista l'altro ieri al raduno del liceo. Tu non mi hai notato, stavo in disparte, forse non potevi vedermi. Qualcuno ha pronunciato il tuo nome e alcuni ragazzi ti hanno chiamato "professoressa". Eri con un uomo alto, probabilmente tuo marito. E' tutto quello che so di te, ed è forse già troppo. Non spaventarti. Non voglio incontrarti e interferire nella tua vita. Vorrei piuttosto tu accettassi di ricevere delle lettere da me. Insomma, vorrei poterti raccontare di me (ogni tanto) scrivendo. Non che la mia vita sia così interessante (non lo è, e non mi lamento), ma mi piacerebbe darti qualcosa che altrimenti non saprei a chi dare. Intendo qualcosa che non immaginavo si potesse dare a un estraneo. Inutile dire che questo non comporta obblighi da parte tua, non devi fare nulla (son quasi certo che non mi risponderai). Ma se, malgrado tutto, un giorno vorrai farmi sapere che leggi le mie lettere, troverai sulla busta il numero della casella postale che ho affittato questa mattina e che è destinata solo a te.









Se mi devo spiegare, allora è tutto inutile: non sentirti in dovere di rispondere, probabilmente mi sono sbagliato sul tuo conto. Ma se sei tu quella che ho visto stringersi nelle braccia con un cauto sorriso, credo che capirai.
Yair W.


A Myriam, 7 Aprile
Ciao Myriam,
da quando ho ricevuto la tua lettera non combino più niente, non ne sono capace. Non lavoro, non vivo, non faccio che pensare a te. Lascio ruggire nel mio cuore il tuo nome e se tu fossi qui, adesso, ti abbraccerei con tutte le mie forze fino a spezzarci entrambi nell'impeto di quel che provo per te [...].

Cosa c'entriamo noi con la realtà? Che spazio sarebbe disposta a lasciarci?
Yair

 



 

Che tu sia per me il coltello (Intro) - David Grossman


if only tonight we could sleep
by umorismoDAflashBACK
www.deviantart.com
Quando la parola si farà corpo
e il corpo aprirà la bocca
e pronuncerà la parola che l'ha creato,
abbraccerò questo corpo
e lo adagerò al mio fianco
 
HEZI LESKLI, "Quinta lezione di ebraico", da "I topi e Leah Goldberg" - in "Che tu sia per me il coltello" di David Grossman